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Il Cinema ha catturato Zerovskij, la mia Opera Sinfonica. Un folto gruppo di collaboratori, esattamente in scena 118 tra 62 elementi d’orchestra, 30 di coro, 5 nella sezione ritmica. Un direttore d’orchestra, un direttore del coro. Un coreografo e 12 ballerini. E ancora 7 formidabili giovani attori. Fuori scena la voce ipotetica dell’Altissimo. E altri magnifici 5 doppiatori per gli annunci diramati dalla Stazione Terra. Una compagine di professionisti di altissimo livello.
Ci siamo davvero meritati di finire nella magica metratura di quel magnetico schermo!
La musica esce così da certi obbligati confini. Dalla prospettiva di sentirsi relegata nello spazio di pochi asfittici minuti. Per me questa rappresenta l’occasione di tornare ad essere ancora l’imprevedibile sobillatore di coscienze. L’esagerato. Il visionario. Quello che rinuncia alla ‘cassetta’ per rappresentarsi in tutta la sua ecletticità. Grazie a Lucky Red e ad Andrea Occhipinti per averci creduto.

Renato Zero

evento-specialeIn una improbabile stazione ferroviaria, diretta dal misterioso Zerovskij, tra reale e irreale, in scena Amore, Odio, Tempo, Morte e Vita, non più come concetti astratti ma finalmente umanizzati, pronti al confronto amaro, ironico, tenero e spietato con un figlio di nessuno, Enne Enne, e i due viaggiatori di sempre, Adamo ed Eva.

L’opera, che si presenta in una nuova versione arricchita da contributi inediti, si avvale della regia video di Gaetano Morbioli per Run Multimedia.

Sarà Il più bel viaggio mai sognato, oltre 2 ore di spettacolo registrate durante le rappresentazioni svolte in una delle location più suggestive d’Italia, l’Arena di Verona.


disponibile a breve

 

 

Stazione Terra, ultima frontiera possibile del nostro tempo.

Dio medita sulla bellezza del disegno originario devastato dalla cupidigia dell’uomo e accenna misteriosamente ad un nuovo progetto per il mondo.

Treni e sogni intanto partono e arrivano, contrappuntati dagli annunci degli altoparlanti e da improbabili spot pubblicitari.

Zerovskij è il capostazione; della stazione ha fatto la sua casa e la sua famiglia; fischia e regola  transiti e passaggi.

All’improvviso l’altoparlante annuncia la fuga di due loschi individui, Adamo ed Eva, fuggiaschi da secoli. Mentre si affaccia tra i binari Tempo che inveisce contro i passeggeri,rei di aver perduto riferimenti, memoria e occasioni, Zerovskij ritrova Enne Enne, un ragazzo abbandonato che proprio lui anni prima ha raccolto in fasce in un vagone dismesso.

Ma tutti i sentimenti sono in pericolo perché irrisolto è il dialogo tra Amore, ridotto dagli eventi del mondo alla paralisi, e Odio che continua a sponsorizzare la perdizione come il massimo divertimento.

Nella confusione Morte è alla ricerca della sua prossima preda e punta il fragile e demotivato Enne Enne.

Dall’altoparlante intanto viene annunciata la morte della Cultura, insieme a sterili promesse di felicità tramite chirurgia plastica, sesso facile e viaggi premio per un futuro già passato.

Sembra definitivamente tramontare il disegno di Dio.

È sola Eva, che denuncia la sua condizione di donna martirizzata da Adamo e dalla vita. È solo Adamo, che scappa, vigliacco e insoddisfatto come sempre. È solo Tempo, mai puntuale ai più importanti appuntamenti. È sola Morte, che si vede interdetta sull’uscio degli ospedali dove anime senza futuro chiedono solo rispetto per le proprie decisioni. Sono soli Odio e Amore, che si rinfacciano le loro inadeguatezze. Ed è solo Enne Enne, che medita di lasciare la vita.

Ma Morte con coraggio rompe la catena e decide di chiudere gli occhi e risparmiare il ragazzo. Sembra l’inizio di una rinascita collettiva.

Enne Enne rinuncia al suicidio e riceve l’investitura di nuovo capostazione da Zerovskij; Adamo ed Eva si ricongiungono per l’ennesima volta nella Storia dell’Umanità; Morte cambia pelle e torna Vita. Zerovskij, svelando a sorpresa la sua identità di angelo terreno in società con Dio,sente di aver finalmente completato il suo compito. Ma all’improvviso suona una campanella.

E’ il momento della medicina per tutti i presenti. La ricreazione è finita?

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